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Alessandra Marchetti: il mio World Championship Pole Sport da Capo dei giudici

By Matteo T.

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A tu per tu con una delle più conosciute ed apprezzate pole dancer italiane… ma questa volta, nei panni di giudice!

A pochi giorni dalla conclusione del World Championship Pole Sport 2016 di Firenze abbiamo deciso di scambiare due chiacchiere con Alessandra Marchetti, non in qualità di poler, ma di Capo giuria della kermesse mondiale. Ci è servito per fugare qualche dubbio e tastare il polso della Pole Dance sia italiana che mondiale. Ne è nata una conversazione a tutto tondo, che è spaziata dall’importanza del ruolo del giudice fino all’affaire Hong, il forte atleta cinese che ha deciso di disertare la finale…

Ciao Alessandra… cominciamo!

Cosa vuol dire essere giudice di una competizione mondiale come il World Championship Pole Sport 2016?

Significa avere una responsabilità enorme: il giudizio del giudice è inappellabile, quindi un nostro errore può costare davvero molto caro all’atleta, mandando in fumo, per pochi decimi di punto, mesi, anni di preparazione, fatica, soldi… Certo, l’atleta ha la facoltà di fare ricorso, ma quando questo accade in maniera troppo frequente, significa che l’intero sistema ha fallito (formazione dei giudici, codice dei punteggi, selezione dei giudici, ecc…). Fortunatamente questo non è successo a noi! Significa che i giudici erano stati ben selezionati e ben allenati, il codice di facile comprensione e che tutto ha funzionato alla grande! Per una volta!

Come si fa a diventare giudici internazionali di Pole Sport?

Diventare giudici è possibile grazie ai corsi di formazione indetti dalla Federazione Internazionale in tutto il mondo: si sostiene il corso e, se si passa l’esame sia scritto che pratico (nel quale si devono giudicare esercizi attraverso un video), si ha la qualifica di giudice.

Ci racconti l’esperienza da giudice del World Championship Pole Sport di Firenze?

Questa esperienza in particolare è stata unica: non ero soltanto giudice, ma Capo giuria, cioè colei che proprio non poteva sbagliare! Non che gli altri potessero, ma un loro eventuale errore sarebbe passato dalle mie mani e io avrei avuto la possibilità di correggerlo. Se questo non fosse accaduto, sarebbe stato gravissimo… Tutto questo richiede una grande concentrazione e molte competenze dal punto di vista del codice dei punteggi. Ma il mio ruolo è stato enormemente facilitato dalla notevole preparazione di tutti i giudici, che hanno svolto il loro lavoro in maniera esemplare. Dopo un evento del genere ti senti svuotata, ma la gioia che ne viene indietro è grande abbastanza da ripagarmi di tutta la fatica!

Ci sono stati dei momenti difficili… pensiamo al caso Hong… cosa passa, in quei momenti, nella testa dei giudici?

Il caso Hong era purtroppo annunciato: i troppi problemi di comunicazione con la delegazione cinese per via della loro incapacità di parlare e comprendere l’inglese, lasciavano già intuire che ci sarebbero state grandi difficoltà. Il codice dei punteggi è stato inviato via mail al loro capo delegazione a settembre, come a tutti gli altri atleti. Inoltre, il codice è facilmente reperibile sul sito IPSAF, dove si può scaricare con un semplice clic. Hong non è un atleta minore, quindi assolutamente abile a navigare su Internet ed a reperire da solo le informazioni necessarie a prepararsi adeguatamente ad una competizione di questo livello. Il fatto che solo lui sia stato totalmente impreparato, su 120 atleti da tutto il mondo, la dice lunga su dove realmente sia il problema.

Una tua valutazione sul livello generale degli atleti in gara.

Il livello di questa disciplina continua a crescere, come ormai già accaduto negli ultimi due, tre anni. Questo mondiale è stato una bellissima vetrina per dimostrarlo e di questo siamo estremamente fieri, perché non è così scontato in tutte le gare e in tutte le Federazioni. Quando un’organizzazione perde la fiducia degli atleti, questi la boicottano ed il livello della gara organizzata da quella federazione, si abbassa notevolmente. Atleti di alto livello ce ne sono tanti, in tutto il mondo, ormai. Basta solo trattarli con rispetto perché decidano di onorare la tua competizione con la loro presenza. E questo è esattamente quello che è successo a noi!

E un ‘giudizio’ sulla squadra Azzurra?

L’Italia poi, ha davvero sbancato!!! Se penso che fino a due o tre anni fa non c’era nessuno in Italia davvero pronto per uno scenario di questo tipo, ora abbiamo non solo tanti medagliati, ma anche tanti atleti che mancando la finale di un soffio, hanno dimostrato di essere cresciuti a dismisura e di essere assolutamente pronti a rappresentare il loro Paese nel migliore dei modi, ovunque, con la certezza di ben figurare, viste le loro notevoli abilità. Questo naturalmente, ci riempie di orgoglio!

Ci aiuti a fare un po’ di chiarezza? Che differenza c’è tra un World Championship Pole Sport ed un Pole Art?

Pole Art è un tipo di competizione dove la componente artistica è maggiormente valutata rispetto a quella tecnica: l’enfasi è sulla storia raccontata e sul modo in cui si sceglie di farlo. Il sistema di giudizio di questo tipo di competizioni è assolutamente soggettivo, cioè lasciato al gusto personale dei giudici. Nel Pole Sport, invece, tutto è codificato: esiste un Codice dei Punteggi dove si trovano le figure obbligatorie che l’atleta dovrà inserire nel suo esercizio, si viene valutati da giudici tecnici e artistici in modalità del tutto separate. Tutto è più matematico e il più oggettivo possibile. Come nella ginnastica. Non c’è spazio al gusto personale del giudice, conta solo il codice.

Quali per Alessandra il miglior e la migliore poler stranieri al momento e perché?

Il mio gusto personale mi porta ad adorare Polina Volchek, l’atleta USA campionessa del mondo di Coppia. Trovo che sia un’artista e un’atleta completa a 360° e che racchiuda in sè tutta l’essenza della pole: lei potrebbe vincere qualunque competizione secondo me, Pole Art o Pole Sport che sia. Nei maschietti fatico un po’ di più a dire chi sia il mio preferito. Restando a questa competizione, di sicuro Ke Hong è quello che amo di più! Non ho dubbi che avrebbe stra vinto, se solo avesse letto il regolamento!

Sempre più spesso le poler girano i vari studi… se venissero al Marketti Pole Studio, cosa troverebbero?

Al Marketti Pole Studio troverebbero semplicemente tutto quello che serve per fare Pole a tutti i livelli e con tutti gli obiettivi possibili, da quello amatoriale e dilettantistico, a quello agonistico di ogni livello. Il mio studio nasce per la Pole: non so fare altro, non voglio proporre altro! Ma se ami questa disciplina, da me puoi praticarla ad ogni livello e trovarne il bello ad ogni livello!

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