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Iliana Ciccarello: quando il coach è anche partner di gara

By Morgana

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Cosa vuol dire essere allenatori ed, al contempo, atleti? Ne abbiamo parlato con Iliana Ciccarello, fondatrice del Metodo Pole&Postural©, nonché una delle più apprezzate allenatrici ed atlete italiane: tra i suoi allievi, nomi del calibro di Bianca Breschi, Marko Daza e molti, molti altri!

Lei è senza dubbio una delle figure più complete della Pole dance made in Italy: atleta, performer, allenatrice ed artista, Iliana Ciccarello si è fatta conoscere dal grande pubblico ad Italia’s Got Talent, dov’è arrivata in finale assieme a Bianca Breschi… ma Iliana è molto, molto di più. Senza dubbio una donna resiliente, ancor prima che una poledancer vincente, che ha fatto della propria passione per la Pole, la propria vita.

Iliana, cosa vuol dire per te essere un’allenatrice? Cosa serve per essere un buon coach?

La generosità è una delle più grandi virtù che si possa sperare di incontrare in chi ci circonda ed è un obbligo per tutti gli atleti che sono Coach ed hanno la responsabilità di altri atleti, oltre che di loro stessi. Devi essere generoso, devi saper dare senza aver paura e capire che donare le tue idee è la grande ricchezza di questo mestiere. Non sentitevi mai sminuiti o derubati delle vostre creazioni, dei tricks, delle vostre transizioni originali, perché se un atleta le apprezza talmente tanto da volerle nel proprio esercizio, vuol dire che avete fatto bene il vostro lavoro.

E chi guarderà gareggiare i vostri atleti, vedrà una parte di voi in ognuno di loro… e questo ripaga di tante fatiche!

Ci racconti il tuo sodalizio sportivo con Bianca Breschi, che così tante soddisfazioni ha portato al mondo della Pole dance italiana?

Come molti sanno, oltre ad essere Coach di Bianca, sono stata anche la sua partner di gara per anni. Come mi è venuto in mente di tentare un’impresa del genere, con, per di più, quattordic’anni di differenza, un background per me svantaggioso, un’esperienza atletica completamente nuova ed un piano di allenamento ben lontano da ciò a cui ero abituata? Essere qui a parlare con voi mi ha permesso di fare un’analisi profonda di tutta la mia storia ed ho capito che probabilmente la nostra carta vincente come coppia è stata proprio il fatto di portare in scena le diversità, invece dei punti in comune:

le mie caratteristiche più espressive si sono legate alle qualità ginniche di Bianca e questo ha fatto della nostra unione un mix vincente.

Il mio problema è stato piuttosto conciliare l’essere “dentro” e “fuori” allo stesso tempo, essere la Coach che allena sé stessa come elemento della coppia!

4I1A3544Come si può guardare da fuori un esercizio quando si è dentro l’esercizio?

Il problema principale è la confusione di ruoli che si crea in una situazione del genere: si deve essere molto abili nel distinguere i momenti in cui si è partner di gara da quelli in cui si è Coach. Il mio è stato probabilmente un caso molto fortunato, perché Bianca, pur confrontandosi con me durante ogni allenamento, mi ha lasciato gestire la costruzione dei nostri esercizi di coppia e si è sempre affidata a me per le decisioni finali.

Un’altra cosa molto importante da tenere presente, è la collaborazione tra scuole e Coach…

Assolutamente sì! Tutti sanno che Marko Daza è stato allenato da Rosa Maria Groppa Bilotta della scuola Pole Virtude di Bologna: quando Rosa Maria seppe di aspettare un bambino e, di conseguenza, di non poter più seguire Marko a tempo pieno, abbiamo deciso insieme di prepararlo alla Pole&Postural Academy, ed in totale collaborazione. Allenare Marko Daza è stata per me un’esperienza formativa in tutti i sensi: ai Mondiali di Pole Sport Posa 2018 ha ottenuto il 5° posto, ed ora è in preparazione per il Mondiale di Pole Art 2018 che si svolgerà a Marzo a Torino.

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