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Moris Ciccone

Moris Ciccone, la forza dell’eleganza

By Matteo T.

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Con due routine di livello mondiale, Moris ha conquistato pubblico e giuria al World Championship Pole Sport 2016 di Firenze

Ma cosa guardi al pc?… Ma stai guardando degli uomini che si dimenano attorno ad un palo!!! Ma… ma… ah, però… oddio, come ha fatto a fare quella cosa? Ommadonna… adesso cade! Però, che fisico… che elasticità… che forza… ed è stato così che sabato e domenica accanto a me si è creato un capannello di curiosi che ad ogni trick si emozionavano, ed appassionavano, sempre più. Uno dei momenti più intensi? Senza dubbio quando Moris ha iniziato la propria esibizione… e gli applausi, alla fine… e poi il podio… e lui che non riusciva a distogliere, quasi incredulo, gli occhi da quella medaglia…

“Vice Campione Mondiale… no, decisamente non me l’aspettavo! Come tutti gli atleti avevo un obiettivo, qualificarmi per la finale e svolgere un esercizio lineare. Non ho mai avuto aspettative altissime, un po’ per carattere, un po’ perché ho cambiato completamente la routine di gara e tutti gli elementi allenandomi nel tempo residuo dopo il lavoro, che nulla ha a che fare con la Pole Dance… Le sensazioni che ho vissuto sono state forti, indescrivibili, ma quella che maggiormente ha prevalso è stata la voglia di crescere ancora di più, di imparare, imparare e ancora imparare… con un immenso desiderio di rivivere il palco”.

È un fiume in piena Moris, che ancora fatica a credere di aver conquistato il secondo posto nella categoria Senior Men del World Championship Pole Sport 2016 di Firenze. Lui è Moris Ciccone, di giorno impiegato, la sera insegnante presso il Pole Aerial Lab di Brescia.

“Nella vita – ci racconta con entusiasmo – sono impiegato presso un’azienda bresciana dove svolgo mansioni di ufficio. Quando ai Campionati Nazionali ho scoperto di essermi qualificato per i Mondiali mi è preso un colpo!!! Avrei dovuto organizzarmi tutto il tempo residuo dopo il lavoro per cercare di allenarmi… ho dovuto sospendere anche gli insegnamenti di Tessuti Aerei e mettermi subito all’opera. È stata dura, ma sono pochi i fattori che ti permettono di avere una routine lineare: allenamento, studio e sacrificio. Di questo devo ringraziare l’immensa disponibilità del Pole Aerial Lab di Brescia, Debora Maida e Yana Romanova… e gli amici che mi hanno dato la forza di andare avanti nonostante le difficoltà. Ho creato un Team intorno a me e si sa… l’unione fa la forza.”

Quali sono state le sensazioni e gli stati d’animo che hai provato mentre ti esibivi in finale?

“La cosa che più mi ha lasciato soddisfatto è stato che, mentre svolgevo l’esercizio, ero ‘presente’: la mia testa era lì con me, a dirmi cosa fare e cosa non fare… a percepire il palco, la giuria e la musica. Decidevo io, e questo mi ha fatto capire che se un atleta è presente durante l’esecuzione della routine, può dare ancora di più. La difficoltà, eventualmente, è poi mantenere questa condizione mentale durante tutta la coreografia… Cosa che, in finale, per 15 immensi secondi non è avvenuta… Ed è proprio questa la cosa che mi ha lasciato non completamente soddisfatto della mia esecuzione di domenica”.

Cosa ti è mancato, quindi, per raggiungere la medaglia d’oro?

“Mi sono mancate una precisione e una presenza che, forse, sono state causate anche dal cambio completo della coreografia… Forse, ma non ne sono assolutamente convinto, se mi fossi applicato ancora di più, avrei potuto sfiorare il primo posto. Ma credimi… la medaglia d’argento è già un risultato eccezionale per me!”

Come in ogni situazione, anche in questo World Championship Pole Sport 2016 c’è stato qualcuno scontento, che ha storto il naso o che ha parlato e scritto probabilmente a sproposito… stiamo parlando dell’Affaire Hong… che ne pensi?

“Questa era una gara tecnica… difatti si parlava di Pole Sport. Coco è meraviglioso e nessuno gli toglie i meriti tecnico-artistici… io stesso lo ammiro e lo seguo. Ma credo che non avesse dedicato attenzione al regolamento della gara, che prevedeva la presentazione di elementi obbligatori con penalità, in caso di assenza di questi ultimi. Avrebbe dovuto, a mio avviso, tradurre il codice Pole Sport e seguire le regole come tutti gli atleti hanno fatto. Ripeto, rimane un grandissimo artista e atleta che continuerò a seguire e sì, se fosse stato un Pole Art, molto probabilmente avrebbe vinto”.

Lasciamo Moris ai suoi allenamenti, ma non prima di esserci tolti un’ultima curiosità… ed ora? Hai già deciso cosa farai ‘da grande’? Credi che questa medaglia cambierà la tua vita?

“Mi fa sorridere questa domanda… Per ora non ne ho la minima idea, se cambierà o non cambierà. Non so a cosa porterà una titolo così importante. Quello che posso dirti è che la voglia di risalire su quel palco è immensa, insieme alla voglia di imparare ancora tanto tanto. Quindi ci si mette subito all’opera per affrontare nuovi traguardi!”

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